Il Paese di Monica

1 settembre 2020

Settembre scordati di noi

 almeno un anno se puoi.



Sta arrivando l'autunno. Agosto è già un ricordo. L'estate, quasi.

L'angoscia di vedere accorciarsi i giorni è nell'aria. Le foglie inizieranno a cadere e il caldo lo troveremo soltanto davanti alla stufa. 

Uscire la sera quando è buio e tornare a casa che è ancora più buio, quello ci aspetta nei prossimi mesi. Le lancette indietro di un'ora a fine ottobre contribuiranno a questa stregoneria. 

Ad ogni modo, è sempre bello dormire sotto il piumone. Bere una tazza di cioccolata calda. Non dare importanza a qualche chiletto in più tanto sotto i maglioni non si vede la ciccia. E poi, l'estate è ancora lontana.


"Settembre scordati di noi" è un brano incluso nell'album "Fino a qui" dei Tiromancino, uscito il 28  settembre 2018.



I Tiromancino ne "Il Paese di Monica" I

I Tiromancino ne "Il Paese di Monica" II



29 agosto 2020

E comunque si balla...

 Come bolle nell'aria


 


Un'estate atipica questa. Be', un anno atipico. Dopo la comparsa di questo nuovo virus a dicembre (?!) e dopo aver pensato che non sarebbe mai arrivato così forte in occidente com'era successo con la SARS nel 2002/2003, una gran parte di noi si è trovata chiusa in casa a "far nulla". E lo scrivo tra virgolette perché chi non è stato in prima linea, magari dopo lo smart-working, si è messo a pulire, a cucinare (nonostante la mancanza del lievito e della farina), ha portato parecchie volte in giro il cane, è andato a correre benché non lo facesse da anni o, addirittura, da secoli. Con l'arrivo della primavera, l' #iorestoacasa si è alleggerito un po' fino a quasi dimenticare, da parte di alcuni, l'esistenza di questo virus. Pensate che nei mesi di lockdown i soldi non c'erano e in tanti cercavano di chiedere il bonus di 600 euro, persino una decina di politici con posti di lavoro assicurati. Ma poi è cambiato tutto. Arrivati a luglio e agosto, tutti al mare, in Croazia, Spagna, Grecia, Malta... E menomale che quest'anno le ferie le dovevamo fare in Italia per far andare avanti l'economia. Il buon senso, quel vecchio strano buon senso.

Comunque, questo pezzo è il mio tormentone di questa estate. Balletto incluso. 


Francesco Gabbani canta "Il sudore ci appiccica", terzo singolo estratto da "Viceversa", uscito lo scorso 5 giugno 2020.

Questo brano, nonostante l'argomento estremamente attuale, non è stato scritto durante il lockdown.

«Se dovessi spiegare il significato del testo di questa canzone - dice il cantautore toscano-, potrei riassumerlo dicendo che bisognerebbe leggere il titolo stesso. "Il sudore ci appiccica", quindi "Il sudore ci unisce", può assumere un senso positivo quando facciamo qualcosa di piacevole, come per esempio ballare insieme ai nostri amici in discoteca o fare l'amore. D'altra parte, il sudore può essere inteso come la fatica, il bisogno, perché gli esseri umani, secondo me, alla fine riescono ad "appiccicarsi", a trovare la condivisione anche nella sofferenza.» 



10 febbraio 2020

E non lo so se mi fa bene...

Se il tuo rumore mi conviene... Ma fai rumore, sì.



Ed è passato un nuovo Festival di Sanremo, il numero 70. Una gara che è andata un po' persa le prime quattro sere tra gli ospiti e i loro mini concerti, le divertenti partecipazioni di Fiorello, i monologhi delle conduttrici invitate e la lunghissima durata dello show. Per fortuna, l'ultimo giorno si sono svegliati e hanno dato l'importanza alle vere protagoniste, le canzoni dei concorrenti. 

Vince il Festival il brano di Diodato "Fai rumore". Un pezzo in cui ha raccontato sé stesso, sensazioni che ha provato e pescato nella sua intimità e nel suo vissuto. 

Antonio Diodato è nato ad Aosta ma di origine tarantina ed è pure un romano d'adozione. Ha iniziato in Svezia dove ha cantato un brano per una compilation lounge. Con una laurea in DAMS, nel 2007 si autoproduce il suo primo EP, e tre anni più tardi incide la canzone "Ancora Un Brivido", e piano piano inizia a farsi sentire. Dopo il secondo posto tra le Nuove Proposte di Sanremo nel 2014, fa diverse collaborazioni e scrive l'inedito "Il mare dentro" per Andrea Biagioni, concorrenti di X Factor. Quattro anni dopo, torna tra i Big a Sanremo insieme a Roy Paci con la canzone "Adesso". 




Gli altri premi...

Premio della Critica "Mia Martini": Diodato

Premio della Sala Stampa "Lucio Dalla": Diodato

Premio "Sergio Endrigo" alla Miglior Interpretazione: ----

Premio "Sergio Bardotti" al Miglior Testo: Rancore

Premio "Giancarlo Bigazzi" per la Miglior Composizione Musicale: Tosca

Premio TIM Music: Framcesco Gabbani

Fonte:
Corriere.it

8 febbraio 2020

Serata finale

Il Festival "dell'Amicizia" infinito





   Ed eccomi, un nuovo Sanremo, proprio qui in Liguria, a solo 64 chilometri di distanza. Spero di poter partecipare presto come giornalista, come pubblico oppure come cantante visto la presenza di Elettra Lamborghini quest'anno. Chi lo sa?!
   Nel frattempo continuo a fare le mie previsioni con l'aiuto che mi arriva da lassù, da mio padre. Sono sicura che continua a guardarlo anche se adesso non possiamo parlarne insieme.
   Cosa dire del 70° Festival di Sanremo? Beh, innanzitutto possiamo dire che non solo è stato il Festival dell' "Amicizia" - battezzato così dai mass media -, ma è anche stato quello della "storia infinita". Di solito gli altri anni ogni serata finiva poco dopo l'una e nessuno era andato oltre le 2 di notte. Amadeus l'ha fatto.
   Caro Amadeus, potrei anche capire che volevi che i tuoi amici ne facessero parte (e guarda che sono fan di entrambi Rosario Fiorello e Tiziano Ferro) però poi portare degli ospiti per farli cantare tre, quattro canzoni ... Sei fuori Ama? E non parliamo del fatto che alcuni hanno fatto pure playback... Una delusione! Certe volte per fare qualcosa di qualità bisogna fare attenzione anche alla "quantità". "Chi troppo vuole, nulla stringe."
   Ama potresti dirmi che lo share ha toccato il record storico - e mi congratulo con te per quello -, tuttavia, secondo me sarebbe andato oltre se badavi meglio alla programmazione delle canzoni in gara e lasciavi un attimo da parte tutto il resto.
   Parliamone di Tiziano; è stato sprecato. "Nel blu dipinto di blu", "Almeno tu nell'universo", "Perdere l'amore" in duetto con Massimo Ranieri, "Portami a ballare", tutte di altissimo livello. Le sue canzoni, ok vabbe', ma potevi approfittarne e farlo duettare con altri miti del Festival. Ti sei perso una bellissima occasione.
   Ora tocca il turno alle canzoni in gara. Tante, tantissime! Che poi andavano perse tra gli ospiti, gli sketch, i monologhi. Aggiungiamo il fatto che gran parte di loro venivano cantate dopo la mezzanotte. Cioè, posso capire che era il 70° Festival della Canzone Italiana, ma a Sanremo c'è una gara ogni anno e mi sa che questa volta sia stata lasciata un po' da parte. E non lo dico solo per ciò che si è visto in televisione. La città, a mio parere, era "triste". Non era una festa come in passato con le strade piene di gente, con i camioncini delle diverse radio che trasmettono da lì, con l'accesso libero vicino alla porta del teatro per vedere chi c'era... Quest'anno tutto chiuso! Il tappeto rosso dal Palafiori fino all'Ariston non permetteva quel flusso di gente che riempiva di gioia non solo ai turisti ma anche ai sanremesi. Sanremesi che questa volta erano stufi dei posti di blocco messi dappertutto con code lunghissime per arrivare in Piazza Colombo oppure vicino al Teatro. Posti di blocco che, ad eccezione di un paio, facevano ridere per il modo in cui si controllava. Sentir dire agli abitanti della Città della Musica che non vedevano l'ora che tutto questo finisse fa male, almeno a me. Si perde la vera magia. Sanremo, ripeto, è FESTA. Non è sicuramente rabbia, non è noia, non è gossip.
Ama sei stato un bravo conduttore, su quello non c'è dubbio, però se l'anno prossimo tu dovessi tornare, chiamami che ti do una mano con l'organizzazione. Mi raccomando!


Secondo me

1 - Michele Zarrillo - "Nell'estasi o nel fango": Un cantautore - habitué di Sanremo - che io adoro. Presenta un pezzo con dei ritmi attuali ma sempre fedele al suo marchio. Sarebbe ora che vincesse tra i Big.

2 - Elodie - "Andromeda": Seconda volta sul palco dell'Ariston. Il suo brano è di Mahmood (vincitore della scorsa edizione) e si vede poiché con la sua interpretazione, a mio parere, gli assomiglia tanto. I suoi movimenti, le sue urla. Un pezzo che girerà tantissimo nelle radio ma che non merita di vincere il Festival.

3 - Enrico Nigiotti - "Baciami adesso": Seconda volta tra i Big dopo il successo ottenuto l'anno scorso con "Nonno Hollywood", "Nigio" ci porta una canzone d'amore, semplice, troppo semplice vista la profondità di quel brano.

4 - Irene Grandi - "Finalmente io": Testo scritto da Vasco, interpretazione e voce che lasciano la sua traccia. Rock leggero ma tanta grinta.

5 - Alberto Urso - "Il sole ad est": Canzone lirica leggera oppure pop lirica. Scegliete voi. Un'altra canzone d'amore semplice. Forse è un po' sanremese per quel tocco di "opera" ma non basta per vincere.

6 - Diodato - "Fai rumore": Seconda partecipazione tra i Big anche per lui. La sua è una ballata romantica, orecchiabile, è tra le preferite del pubblico e della stampa. Non mi dispiace.

7 - Marco Masini - "Il confronto": Un altro habitué del Festival, vincitore nel 2004, torna con il suo stile, con la sua capacità di riempire un palco come quello dell'Ariston. Incantevole.

8 - Piero Pelù - "Gigante": Prima volta sul palcoscenico di Sanremo per festeggiare i suoi 40 anni di carriera. Ci conquista con il suo rock e con la sua performance . Sarebbe bello vederlo sul podio.

9 - Levante - "Tikibombom": Modula meglio cara! Pensavo fosse l'emozione della prima serata e invece no. La musica è piacevole, il testo ben fatto. Un brano di metà classifica.

10 - I Pinguini Tattici Nucleari - "Ringo Starr": "Lo stato sociale 2020". La goccia d'umore e di colore che non può mai mancare a Sanremo. Divertimento e grinta. Un bell' insieme. Spettacolo.

11- Achille Lauro - "Me ne frego": Secondo anno consecutivo al Festival. Le sue esibizioni sono "hollywoodensi" per la "production": costume, idea e sceneggiatura. La sua canzone è un inno a ciò che dovrebbero fare tanti italiani "tradizionalisti". Non importa ciò che dice la gente, conta di più chi siamo noi. Ottimo messaggio.

12 - Junior Cally - "No grazie": Si è parlato tanto prima che iniziasse la gara però dopo la sua esibizione il silenzio. Sarà magari perché la sua canzone non è riuscita a coprire tutto lo show che si era creato, oppure perché il personaggio con la maschera se la è tolta? Il rap sul palco del Festival è ancora un bambino e deve fare tanta strada per conquistarlo. 

13 - Raphael Gualazzi - "Carioca": Anche lui torna  a Sanremo per la seconda volta tra i Big. Jazz travestito da Rio de Janeiro, presenta anche lui un piccolo show sul palco dell'Ariston. Ballabile sì. Troppo scontata secondo me.

14 - Tosca - "Ho amato tutto": Canzone "delicata", non mi attira tanto. La musica lenta cerca di creare "l'intimità". Mi sembra un pezzo di piano bar. Lei aveva vinto il Festival nel 1996 insieme a Ron. 

15 - Francesco Gabbani - "Viceversa": Dopo aver vinto nelle due opportunità in cui ha partecipato (in entrambe le categorie: Nuove proposte e Big), ci prova di nuovo per fare un "en plein"? E' tra i favoriti del pubblico. Brano orecchiabile, calmo e con il carisma di Gabbani. Sul podio sicuramente.

16 - Rita Pavone - "Niente (Resilienza 74)": La più anziana del Festival è quella che porta un brano pieno di energia. Meriterebbe una buona posizione ma la sua storia e la sua età non glielo permetteranno; ricordiamo quello che è successo alla Berthè l'anno scorso.

17 - Le Vibrazioni - "Dov'è": Un sound proprio che li distingue con un brano poetico scritto insieme a Roberto Casalino. All'inizio sembravano i favoriti, ora si vedrà.

18 - Anastasio - "Rosso di rabbia": Il rap quest'anno ha ben tre rappresentanti ma ancora Sanremo non è pronto. Una buona penna, un buon insieme di rap e rock, tanta potenza. Ma non gli sarà dato il voto dovuto.

19 - Riki - "Lo sappiamo entrambi": Che ci fa questo ragazzino tra i Big? Ah sì, mi hanno detto che ha successo in Latinoamerica... Sarà votato dalle ragazzine. Tuttavia, è ancora piccolino e ha tanto da imparare. Goditi questo Festival e approfitta per imparare dagli altri. Il brano? Autotune, ho detto tutto. Poco ma c'è. Si sentirà in tutte le radio, certo. Ma è troppo sdolcinato.

20 - Giordana Angi - "Come mia madre": Grande autrice ma come cantante non mi piace. Il pezzo ha una buona ritmica, sanremese, ma non sarà nel top ten.

21 - Paolo Jannacci - "Voglio parlarti adesso": "Figlio di...", sconosciuto al grande pubblico. Canzone dell'amore di un padre per un figlio, dedicata al grande cantautore Enzo Jannacci. Un pezzo che passerà senza far tanto "rumore".

22 - Elettra Lamborghini - "Musica (e il resto scompare)": Ma siamo seri? Non è che magari qualcuno aveva bisogno di un favore per cambiare la macchina? Altrimenti non si capisce, oppure sono io che non capisco. Boh! Ho deciso. L'anno prossimo ci proverò anch'io. I suoi soldi non ce li ho ma forse una botta di fortuna sì ;)

23 - Rancore - "Eden": Bel testo e ben rappato. Però come ho già scritto, il rap è ancora molto giovane per Sanremo. Purtroppo. 

24 - Morgan e Bugo - "Sincero": SQUALIFICATI





Le mie previsioni... 


Sul podio

Diodato - Fai rumore
Francesco Gabbani - Viceversa
I Pinguini Tattici Nucleari - Ringo Starr
Le Vibrazioni - Dov'è


Mi sono anche piaciute

Marco Masini - Il confronto
Michele Zarrillo - Nell'estasi e nel fango
Piero Pelù - Gigante
Rita Pavone - Niente (Resilienza 74)




10 febbraio 2019

Vincono loro... I Soldi!

"E' difficile stare al mondo quando perdi l'orgoglio"


   Con una canzone che secondo lui "non era da Sanremo" e che racconta una storia che parla da sentimenti e di interessi economici, nata durante una serata con amici, Alessandro Mahmoud ha vinto, con tante controversie, il 69° Festival di Sanremo con il brano Soldi. Controversie che alcune persone - quelle più ignorante a mio parere - attribuiscono al fatto che lui sia figlio di un egiziano, quando in realtà il televoto del pubblico l'ha penalizzato e il voto dei giornalisti e della "giuria d'onore" (?) ha ribaltato l'esito finale. M'auguro che questa "rivoluzione" nei risultati non abbiano avuto uno sfondo politico. E spero che l'anno prossimo le canzoni in gara siano almeno la metà.
   Una giuria d'onore composta dal presidente, Mauro Pagani (polistrumentista, compositore e produttore discografico), Ferzan Ozpetek (regista, sceneggiatore e scrittore turco naturalizzato), Camila Raznovic (conduttrice televisiva italiana), Claudia Pandolfi (attrice), Elena Sofia Ricci (attrice), Beppe Severgnini (giornalista e scrittore), Serena Dandini (conduttrice televisiva e autrice televisiva) e Joe Bastianich (imprenditore e personaggio televisivo statunitense, di origine italiana, attivo nel settore della ristorazione). 


   Mahmood ha una piccola esperienza già come autore: ha scritto il brano "Nero Bali" di Elodie e Michele Bravi e "Hola (I say)" di Mengoni e poi ha collaborato con Fabri Fibra e Guè Pequeno.

Gli altri premi...

Premio della Critica "Mia Martini": Daniele Silvestri

Premio della Sala Stampa "Lucio Dalla": Daniele Silvestri

Premio "Sergio Endrigo" alla Miglior Interpretazione: Simone Cristicchi

Premio "Sergio Bardotti" al Miglior Testo: Daniele Silvestri

Premio "Giancarlo Bigazzi" per la Miglior Composizione Musicale: Simone Cristicchi

Premio TIM Music: Ultimo

9 febbraio 2019

Serata Finale

Questo Festival "ni fu ni fa"*


   Saranno stati i conduttori, alcuni degli ospiti, la quantità delle canzoni in gara, il fatto che le "seconde parti" non sono mai buone... Boh! Dopo un Festival scoppiettante come quello dell'anno scorso, Baglioni ha fallito. Si sente tanto la mancanza di Hunziker e Favino. Virginia Raffaele e Claudio Bisio, a mio parere, non sono stati all'altezza. Tantissimi sketch di cui non si è capito se ridere oppure piangere. Perché non andare avanti con le canzoni che non sono mica poche per poter finire la serata a un'ora decente? 
   "Chi troppo vuole, nulla stringe." 24 brani in gara. Assurdo! Se Baglioni non voleva squalificare nessuno poteva anche diminuirne la quantità. Ricordo che qualche anno fa erano in 10 i pezzi partecipanti. Tempi in cui era possibile seguire ed afferrare la melodia, il testo, l'emotività di ogni brano. Sono un po' puntigliosa, lo so, e credo di non essere l'unica ad aver bisogno di qualche istante per "gustarmi la musica", quella buona almeno.
   Vediamo cosa ci riserverà il futuro...
   


Dunque, secondo me...

01 - Daniele Silvestri con la partecipazione di Rancore - ArgentoVivo: Il cantautore romano che è sempre uscito vittorioso dal Festival - non solo per i premi ma anche per il successo dei suoi pezzi-, presenta questa volta un brano che racconta l'attualità. Disturbano le sue parole: la realtà adolescenziale di oggigiorno. Questo è anche Sanremo. L'arte disturba. Top!

02 - Anna Tatangelo - Le nostre anime di notte: Ottava partecipazione al Festival. Io credo che poteva starsene anche a casa. Sempre lo stesso. L'emozione non arriva. Bocciata!

03 - Ghemon - Rose viola: Orecchiabile, bella voce e la sua "transversalità". Colpisce.

04 - Negrita - I ragazzi stanno bene: Tornano al Festival  e, come hanno fatto con "Provo a difendermi", srotolano la loro identità sul palcoscenico. Pollice in su. Il loro stile e il loro sound mi piace. 

05 - Ultimo - I tuoi particolari: Da brividi. Il vincitore della Categoria Giovani dell'anno scorso ha saputo, secondo me, cosa offrire all'Ariston. Nonostante la sua giovane età, ha una consapevolezza di sé da far paura a tanti artisti. Bravo!

06 - Nek - Mi farò trovare pronto: Inconfondibile. Testo ispirato a "E' l'amore" di Jorge Luis Borges. Bell'insieme come le altre sue opere anche se non credo raggiungerà il podio. Spero tanto di sbagliarmi!

07 - Loredana Bertè - Cosa ti aspetti da me: Applaudita da tutto l'Ariston, buon ritmo, rock, presenza scenica, ma il senso della canzone non è che sia un granché. Tuttavia, se al pubblico piace... O era solo ironia? 

08 - Francesco Renga - Aspetto che torni: Con diverse partecipazioni alle spalle e un trionfo nel 2005 con "Angelo", ritorna con qualcosa di già conosciuto per noi. Bella ma non vincerà di nuovo. Un brano orecchiabile ma poteva anche non esserci al  Festival.

09 - Mahmood - Soldi: L'inizio mi ricorda a un'altra canzone... Questo cantautore, che ha deciso di uscire "dal dietro le quinte", non segue un modello imposto. Presenta un arabic sound che lo contraddistingue. Brano attraente ma non per Sanremo.

10 - Ex-Otago - Solo una canzone: Con quella che loro definiscono una "ballata emotiva e autentica", il gruppo genovese fa il loro debutto sul palco dell'Ariston. Fresca e, persino direi, brano da Festival. Sicuramente la sentiremo parecchio in radio.

11 - Il Volo - Musica che resta: Stile proprio, propongono sempre il loro e va bene. Hanno già vinto nel 2015 perciò quest'anno lasciate il posto agli altri. Nel mondo avete tanto successo, qua... così, così.

12 - Paola Turci - L'ultimo ostacolo: E ci riprova ancora! Il suo pezzo ha grinta. La sua capacità di "illuminare il palco" faranno di questa la volta quella buona?

13 - The Zen Circus - L'amore è una dittatura: Brano di protesta. A me ricorda "lontanamente" Gaber. Presentano all'Ariston il loro universo cercando di coinvolgere il pubblico, tuttavia, non ce la fanno. Il loro testo dice e ripete: "sei unica"; qui, gli unici sono loro.

14 - Patty Pravo con Briga - Un po' come la vita: Aria nuova per un "monumento" della musica italiana che si accoppia con Briga. Il loro pezzo resta comunque "atemporale" fino a quando "viene sconvolto" dai versi rappati.

15 - Arisa - Mi sento bene: La nota di spensieratezza del Festival. La sua voce, strepitosa. Il suo brano rinchiude tutti gli elementi vincenti anche se l'argomento potrebbe non convincere tanto. Staremo a vedere.

16 - Irama - La ragazza con il cuore di latta: Una canzone di quelle moderne in cui la melodia segue lo stesso modello di tante altre ed è per questo che il testo è sprecato. Potrà piacere alle ragazzine e quindi conterà con un sacco di voti ma per il bene di Sanremo spero non vinca.

17 - Achille Lauro - Rolls Royce: Ma veramente? Cosa stava facendo Claudio Baglioni mentre ha scelto questo pezzo per il Festival? O sono io quella che non capisce un'acca? Devo farmi visitare da un otorino? Ditemelo! Non si può ascoltare! Imbarazzante!!

18 - Nino D'Angelo e Livio Cori - Un'altra luce: Torna il cantautore napoletano, anche lui, con un po' di aria nuova. Il palco dell'Ariston è una grande vetrina di cui entrambi possono trarne "visibilità". Ah, la loro proposta non mi convince.

19 - Federica Carta e Shade - Senza farlo apposta: Melodia già sentita. Attuale, sì. Ma niente di spettacolare. Stop.

20 - Simone Cristicchi - Abbi cura di me: Un monologo ben costruito, affascinante. Dopo il vincente "Ti regalerò una rosa", propone questo manifesto della fragilità. Profondo, Incantevole.

21 - Enrico Nigiotti - Nonno Hollywood: Tra i sussurri e le urla ricorda e saluta il nonno che non c'è più. Emoziona e arriva dritto al cuore. 30 e lode.

22 - Boomdabash - Per un milione: Finalmente qualcosa di nuovo e di fresco all'Ariston. Con il loro reggae italiano saranno capaci di incantare i dinosauri del Festival?

23 - Einar - Parole nuove: Un allievo di Maria e dei suoi "Amici" che ha vinto il suo posto tra i Big lo scorso dicembre. Fare un po' di esperienza va bene, ma addirittura a Sanremo? Si poteva fare a meno. Hai ancora tanta strada da fare. In bocca al lupo!

24 - Motta - Dov'è l'Italia: Testo d'amore con un "touch" di politica e un "ritmo spagnolo". Niente di che. Ancora non capisco come mai questa canzone abbia vinto i duetti. Cosa avrà visto la giuria "di esperti"?

Le mie previsioni... 
Che difficile quest'anno! Tanto da scegliere e così poco di buono!

Sul podio

Ultimo - I tuoi particolari
Paola Turci - L'ultimo ostacolo
Simone Cristicchi - Abbi cura di me
Enrico Nigiotti - Nonno Hollywood

E metto le mani avanti con
Loredana Bertè - Cosa ti aspetti da me

Mi sono anche piaciute

Negrita - I ragazzi stanno bene
Daniele Silvestri - ArgentoVivo
Ghemon - Rose viola
Nek - Mi farò trovare pronto


*"NI FU NI FA", qualcosa che non è né buono né cattivo, è indifferente. [Según la RAE, "ni fu ni fa" es una expresión coloquial usada para indicar que algo es indiferente, que no es ni bueno ni malo.]

8 marzo 2018

Sovrappensiero tutto si ferma...

Se un’emozione ti cambia anche il nome, tu dalle ragione, tu dalle ragione.
Se anche il cuore richiede attenzione, tu fatti del bene, tu fatti bella per te!



Oggi è la Festa Internazionale della Donna. In Italia si regalano le Mimose. Nel mondo è un giorno in cui si difende più che mai ogni diritto vinto dopo anni di lotta contro un sistema maschilista che, anche oggigiorno, continua a prevalere nonostante i piccoli trionfi e le discussioni che portano la donna a condizioni di uguaglianza.
La qualifica di "sesso debole" nata dalla società maschilista è quasi morta. "Quasi" perché ancora ci sono parecchie teste "all'antica" che credono che le donne solo possano starsene a casa. Nei paesi occidentali succede, ma purtroppo è nei paesi islamici dove le donne non hanno diritti e dipendono dagli uomini che prendono per loro tutte le decisioni.
La lotta continua e magari noi non vedremo una società egualitaria ma ne contribuiremo. Quello è ciò che conta!



"Fatti bella per te" è stata la canzone con cui Paola Turci ha partecipato al Festival di Sanremo 2017 e si è piazzata al quinto posto.
Inoltre, è stato il primo singolo estratto dall'album "Il secondo cuore".
Il pezzo è stato scritto dalla cantautrice insieme a Giulia Anania, Luca Chiaravalli e Davide Simonetta.




Paola Turci ne "Il Paese di Monica"