Il Festival senza pubblico
I cantanti e i gruppi italiani secondo un'argentina che va matta per la musica leggera.
6 marzo 2021
Serata Finale
5 settembre 2020
Come il mare a settembre
Carico di grigio e nostalgia
E' arrivato settembre. E così, in un batter d'occhio, l'aria è cambiata. Le giornate sono diverse. Il sole non è lo stesso di agosto, la gente cambia atteggiamento, il corpo si prepara all'inverno, tutto è cambiato in una notte.
Ma come fa il meteo a fare questo cambiamento così brusco all'improvviso? Che poi non è una cosa che accade soltanto nell'emisfero nord. Succedeva pure in Argentina con il mese di marzo. Magari il mutamento di temperatura non c'entra tanto con questa alternanza. Forse siamo noi che abbiamo le nostre teste programmate. E' il nostro modo di vedere le cose che ci fa apparire ciò che succede in un modo naturalizzato, come se sempre fosse stato così.
Luca Dirisio canta "Come il mare a settembre" uscito il 30 agosto 2019. Il brano anticipava il suo ultimo album "Bouganville", che ha visto la luce ad ottobre dopo 8 anni di "silenzio", pensato e ponderato a lungo.
«Solo chi è nato in un posto di mare – racconta il cantautore Luca Dirisio – può comprendere la sua potenza e la sua attrazione viscerale che comporta nel cuore e nell’anima. Il mare è vita e morte, è l’inizio e la fine di tutto. È il ricordo di passioni estive, la fatica dei pescatori, la gioia dei bambini e il dolore dei marinai che lo solcano per dar da vivere alle loro famiglie lontane.
"Come il mare a settembre" è una dichiarazione d’amore dove il mare funge da cornice, da silente compagno di viaggio per un innamorato che sente la mancanza della donna che ama, l’angoscia e la malinconia che gli straziano il cuore, la ricerca dei suoi occhi in qualunque oggetto lo circondi. La metafora del mare quindi si trasforma in sentimento, dalla gioia, dall’amore pulsante e sfrenato in estate, alla tristezza fredda e malinconica dovuta alla lontananza a fine stagione quando tutti si allontanano dalle spiagge per tornare alla vita di sempre.
E sembra che tutto questo il mare lo capisca e ne soffra proprio come un essere umano che si rattrista mutando colore, chiamando a sé venti freddi e nuvole, come se non volesse accettare la fine della sua amata estate e il ritorno alla solitudine».
Luca Dirisio ne "Il Paese di Monica"
Luca Dirisio ne "Il Paese di Monica"
3 settembre 2020
Chi se ne frega dei tuoi "ma", dei tuoi "se", dei tuoi "bla-bla"
Certi amici meno li vedi e più gli vuoi bene
Da metà/fine febbraio "l'atmosfera" italiana è stata sconvolta con l'arrivo del covid19. E' stato (e lo è persino ora) difficile sopravvivere a tutte le notizie che "bombardano" i mass media. Bisogna essere informati ma non "collegati" 24 ore su 24.
Tutto ciò che viene detto in TV è vero? Possiamo fidarci di ogni giornalista, conduttore, presentatore che parla in TV? Meglio di no. Bisogna difendersi dalla manipolazione mediatica. Bisogna avere un pensiero critico, cioè dubitare delle affermazione che nella vita di ogni giorno vengono accettate come vere perché sono state dette o scritte in Internet, in TV o nei quotidiani più importanti.
Tuttavia, di chi possiamo fidarci? Solo di noi stessi e del nostro "allenamento". Ragionare, riflettere, dedurre, insomma, allenare la nostra mente per non credere a tutto ciò che ci viene detto come una verità assoluta. Non siamo zombie. Almeno per ora.
Ghali canta "Good Times", terzo stratto dall'album DNA. Il video è stato girato durante il lockdown su Instagram. Questo pezzo si stacca dei precedenti perché la sua sonorità e più pop e orecchiabile, con un'influenza dance e funk.
Ghali è un rapper di origine tunisina nato a Milano.
1 settembre 2020
Settembre scordati di noi
almeno un anno se puoi.
Sta arrivando l'autunno. Agosto è già un ricordo. L'estate, quasi.
L'angoscia di vedere accorciarsi i giorni è nell'aria. Le foglie inizieranno a cadere e il caldo lo troveremo soltanto davanti alla stufa.
Uscire la sera quando è buio e tornare a casa che è ancora più buio, quello ci aspetta nei prossimi mesi. Le lancette indietro di un'ora a fine ottobre contribuiranno a questa stregoneria.
Ad ogni modo, è sempre bello dormire sotto il piumone. Bere una tazza di cioccolata calda. Non dare importanza a qualche chiletto in più tanto sotto i maglioni non si vede la ciccia. E poi, l'estate è ancora lontana.
"Settembre scordati di noi" è un brano incluso nell'album "Fino a qui" dei Tiromancino, uscito il 28 settembre 2018.
I Tiromancino ne "Il Paese di Monica" I
I Tiromancino ne "Il Paese di Monica" II
29 agosto 2020
E comunque si balla...
Come bolle nell'aria
Un'estate atipica questa. Be', un anno atipico. Dopo la comparsa di questo nuovo virus a dicembre (?!) e dopo aver pensato che non sarebbe mai arrivato così forte in occidente com'era successo con la SARS nel 2002/2003, una gran parte di noi si è trovata chiusa in casa a "far nulla". E lo scrivo tra virgolette perché chi non è stato in prima linea, magari dopo lo smart-working, si è messo a pulire, a cucinare (nonostante la mancanza del lievito e della farina), ha portato parecchie volte in giro il cane, è andato a correre benché non lo facesse da anni o, addirittura, da secoli. Con l'arrivo della primavera, l' #iorestoacasa si è alleggerito un po' fino a quasi dimenticare, da parte di alcuni, l'esistenza di questo virus. Pensate che nei mesi di lockdown i soldi non c'erano e in tanti cercavano di chiedere il bonus di 600 euro, persino una decina di politici con posti di lavoro assicurati. Ma poi è cambiato tutto. Arrivati a luglio e agosto, tutti al mare, in Croazia, Spagna, Grecia, Malta... E menomale che quest'anno le ferie le dovevamo fare in Italia per far andare avanti l'economia. Il buon senso, quel vecchio strano buon senso.
Comunque, questo pezzo è il mio tormentone di questa estate. Balletto incluso.
Francesco Gabbani canta "Il sudore ci appiccica", terzo singolo estratto da "Viceversa", uscito lo scorso 5 giugno 2020.
Questo brano, nonostante l'argomento estremamente attuale, non è stato scritto durante il lockdown.
«Se dovessi spiegare il significato del testo di questa canzone - dice il cantautore toscano-, potrei riassumerlo dicendo che bisognerebbe leggere il titolo stesso. "Il sudore ci appiccica", quindi "Il sudore ci unisce", può assumere un senso positivo quando facciamo qualcosa di piacevole, come per esempio ballare insieme ai nostri amici in discoteca o fare l'amore. D'altra parte, il sudore può essere inteso come la fatica, il bisogno, perché gli esseri umani, secondo me, alla fine riescono ad "appiccicarsi", a trovare la condivisione anche nella sofferenza.»
10 febbraio 2020
E non lo so se mi fa bene...
Premio "Sergio Endrigo" alla Miglior Interpretazione: ----
Premio "Giancarlo Bigazzi" per la Miglior Composizione Musicale: Tosca
8 febbraio 2020
Serata finale
Francesco Gabbani - Viceversa
I Pinguini Tattici Nucleari - Ringo Starr
Le Vibrazioni - Dov'è
















