Buenos Aires è la mia città. Quella di Edoardo Bennato è Napoli. Ma si assomigliano tanto!
Io amo Buenos Aires benché sia "sporca, sempre affollata, devota, ammutinata"... l'amo perché è la mia città!!!
Capoluogo dell'Argentina, è stata fondata due volte: nel 1536 da Pedro de Mendoza e nel 1580 da Juan de Garay.
Dopo la prima, ma anche dopo la seconda guerra mondiale sono arrivati tantissimi italiani e spagnoli. Con le navi che partivano da Napoli, Genova, Barcelona, attraversavano l'oceano per trovare lavoro, lavoro che in quel momento lì nel continente europeo era scarso. Cercavano una vita migliore per le loro famiglie.
Gli italiani, gli spagnoli, insomma, tutti gli immigrati hanno fatto le loro case, hanno avuto dei figli, hanno fatto di questa città la più europea di Latinoamerica.
Signore e signori, il SUD esiste anche per i cantanti italiani!! Sì! Giovedì scorso abbiamo avuto la possibilità di sentire un grande della musica leggera: Claudio Baglioni.
Purtroppo l’uso del verbo “sentire” in questo caso è stato un po’ particolare: Claudio era raffreddato, aveva mal di gola e non “era al meglio”. All’inizio del concerto ha chiesto scusa:“io ce la metterò tutta, tutto quello che ho, canterò al massimo. È un dolore, mi dispiace moltissimo di questa cosa ma spero che voi vogliate lo stesso di fare compagnia a me”.
Ma certo Claudio! Un’opportunità del genere non capita così spesso per lasciarti andare. Ma sei matto!
Baglioni ha dimostrato di essere uno showman – come tutti quelli nati sotto il segno del Toro. Con l’aiuto di ben tre LCD che facevano di “teleprompter” tentò di cantare in castellano e scrivo che fu solo un tentativo perché il pubblico, oltre ad urlare “IN ITALIANO” parecchie volte, lo accompagnò cantando i brani sempre nella lingua originale.
Passando dal pianoforte alla chitarra e dalla chitarra al pianoforte, Claudio cantò tutti i suoi successi – Sabato Pomeriggio, Amore Bello, Porta Portese, Strada Facendo, E tu, A modo mio, ecc.- innamorando il pubblico italoargentino presente al Teatro Coliseo.
Le donne si alzarono quando arrivò il turno di “Questo piccolo grande amore” e si avvicinarono al cantautore romano che oltre a ricevere la bandiera argentina e dei piccoli pensierini, strinse le loro mani.
Claudio ci aveva raccontato: “un po’ devo a Buenos Aires il fatto di fare questo mestiere. A 13 -14 anni ho cominciato ad imparare a suonare il pianoforte anche a fare lezioni di canto con un maestro argentino che si chiama Nicolas Amato. E devo molto a lui”. Perciò “è stato un sogno largo una vita di suonare e cantare qui”.
Ora aspettiamo il tuo ritorno e ci auguriamo sia presto!!!